Dall’Università di Pavia al Collegio Ghislieri, dal dialogo con il mondo delle imprese all’attività di consulenza parlamentare: un percorso professionale al servizio di un sistema tributario più chiaro ed efficace.
Dall’Università di Pavia al Collegio Ghislieri, dal dialogo con il mondo delle imprese all’attività di consulenza presso la Presidenza della Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria: un percorso professionale che pone al centro il confronto tra competenze tecniche, istituzioni e realtà economiche.
Il filo conduttore è la convinzione che una riforma fiscale efficace non possa esaurirsi nella produzione di nuove norme, ma debba tradursi in un sistema più chiaro, coerente e capace di rispondere alle esigenze dei contribuenti, dei professionisti e delle imprese.
La riforma fiscale al centro del confronto nell’Università di Pavia
Il 12 maggio 2025, nell’Aula Foscolo dell’Università di Pavia, ho introdotto i lavori del convegno «La riforma fiscale, attuazione e prospettive», un appuntamento promosso nell’ambito delle attività dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Pavia.
Il programma ha previsto i saluti istituzionali del rettore Francesco Svelto e dei rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali, l’apertura dei lavori affidata a Paola Garlaschelli, presidente dell’Ordine pavese, e a Giulio Tremonti, oltre agli interventi di professionisti, accademici e rappresentanti dell’Amministrazione finanziaria.
Tra i relatori figuravano, fra gli altri, Riccardo Puglisi, Marcella Caradonna, Maria Pierro e Vincenzo Carbone, direttore generale dell’Agenzia delle Entrate. Le conclusioni erano affidate al viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo.
Il valore di iniziative come questa sta nella possibilità di leggere le riforme da prospettive differenti: quella del legislatore, quella dell’Amministrazione, quella della ricerca e quella di chi assiste quotidianamente cittadini e imprese nell’applicazione delle norme.
Dall’analisi delle norme al dialogo con le imprese
Il confronto sul sistema fiscale non riguarda soltanto le sedi istituzionali. La partecipazione a un incontro a Veronafiere dedicato al tema «Ippoturismo: impresa, territorio, società» ha rappresentato un’altra occasione per dialogare con il mondo delle attività produttive e con le realtà che valorizzano il territorio.
L’esperienza dei diversi settori economici ricorda quanto sia importante disporre di regole comprensibili, adempimenti proporzionati e un rapporto costruttivo tra attività d’impresa e pubblica amministrazione.
Una buona politica fiscale deve considerare anche la concretezza delle scelte quotidiane degli operatori economici.
La consulenza alla Presidenza della Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria
Un ulteriore passaggio di questo percorso è la nomina a consulente della Presidenza della Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, presieduta da Maurizio Casasco, notizia ripresa anche dalla stampa pavese.
Il lavoro di vigilanza sull’Anagrafe tributaria richiama temi centrali per il funzionamento del sistema fiscale: la gestione delle informazioni, l’efficienza dei servizi, il coordinamento fra strutture centrali e territoriali e il rapporto tra Amministrazione, intermediari e contribuenti.
Considero questo incarico un’occasione per mettere l’esperienza professionale al servizio del confronto istituzionale. L’obiettivo, a mio avviso, è contribuire a un sistema che sappia coniugare capacità di controllo, qualità dei servizi e garanzie per i cittadini.
Rottamazione quinquies: misurare l’efficacia delle misure fiscali
Il dibattito pubblico sulle misure di definizione agevolata evidenzia quanto sia delicato il rapporto tra obiettivi dichiarati e risultati effettivi.
Il 6 maggio 2026 «La Provincia Pavese» ha dedicato un articolo alla cosiddetta «rottamazione quinquies», riportando, nel titolo, un’adesione pari al 23% degli interessati e riprendendo mie considerazioni sulle possibili misure relative a tributi locali e altre entrate.
Si tratta di un dato e di valutazioni riportati dalla fonte giornalistica, che offrono uno spunto di riflessione più generale: le misure fiscali devono essere non soltanto giuridicamente definite, ma anche comprensibili, accessibili e concretamente attuabili.
La semplicità delle procedure e la chiarezza delle informazioni incidono sulla capacità dei contribuenti di orientarsi.
Dal pensiero di Ezio Vanoni alle sfide del fisco contemporaneo
Un significativo momento di approfondimento storico e istituzionale è stato il convegno del 6 ottobre 2026 al Collegio Ghislieri di Pavia, dedicato a «Il sistema tributario dalla riforma Vanoni alle sfide di oggi».
La stampa locale ha dato rilievo all’iniziativa, ricordando il legame di Ezio Vanoni con il Collegio e il contributo della riforma del 1951 alla storia del sistema tributario italiano.
Nell’articolo pubblicato da «La Provincia Pavese» si richiama anche la mia collaborazione con il rettorato del Collegio per l’organizzazione istituzionale del convegno, patrocinato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Pavia.
Ripercorrere l’eredità di Vanoni significa interrogarsi su principi che conservano un’attualità evidente: equità del prelievo, progressività, responsabilità fiscale e rapporto di fiducia tra Stato e cittadini.
La memoria delle riforme più importanti diventa così uno strumento per affrontare i problemi del presente, non soltanto un esercizio celebrativo.
Un impegno fondato su competenza, confronto e responsabilità
Queste esperienze, pur diverse per contesto e interlocutori, confermano un orientamento comune: il futuro del fisco richiede preparazione tecnica, ascolto delle esigenze concrete e collaborazione tra istituzioni, mondo accademico, professionisti e imprese.
Il contributo che intendo continuare a offrire è quello di una professionalità radicata nel territorio e aperta al dialogo nazionale, con l’attenzione rivolta a un sistema tributario più semplice da comprendere, più efficace nell’applicazione e più equilibrato nei rapporti con i contribuenti.